La grande truffa del debito pubblico. Quello che la politica ed media non ti diranno mai!

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IN TRE SEMPLICI PASSAGGI, COME E’ MATURATO IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO E COME ESSO SIA LA PIU’ COLOSSALE TRUFFA MAI PERPETRATA AI DANNI DEI CITTADINI

Primo passaggio

Una data importante il 15 agosto 1971

Perchè è così importante questa data ?
Perché il sistema monetario, in vigore dagli accordi di Bretton Woods del 1944, che aveva lasciato agli USA  il ruolo di ultimo garante della conversione aurea del denaro circolante, cessava di esistere, con atto unilaterale Nixon ne decretò la fine.
Da quel giorno il denaro divenne ufficialmente un semplice pezzo di carta.
(approfondiremo più avanti questo aspetto)
Nel 1971 il nostro debito pubblico era la cifra, che oggi definiremo irrisoria, di 16 miliardi e 145 milioni
(dati Banca d’Italia e valore convertito in euro)

Secondo passaggio

Nel luglio del 1981 con l’ultima collocazione di titoli di stato, avvenne il divorzio fra Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro :
In concertazione fra il Ministro del Tesoro Andreatta e l’allora Governatore di Banca d’Italia Ciampi avvenne questa separazione
Fino a questa data Banca d’Italia era un istituto di diritto pubblico a maggioranza pubblica (come previsto dall’articolo 3 dello statuto) e aveva nei confronti dello Stato vari obblighi, fra i quali sottolineo il più importante, ovvero l’obbligo di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il deficit dello Stato.
Nei 10 anni fra il 71 e l’81 la rimozione del vincolo aureo aveva fatto si che si potesse finanziare la crescita del paese ed aumentarne il benessere dei cittadini attraverso una maggiore emissione di denaro,
esattamente il contrario di quello che accade oggi, denaro bloccato nelle banche e recessione.
Il debito era si salito a 142 miliardi dai 16 del 1971, perché lo Stato finanziava la crescita attraverso l’emissione, come normalmente dovrebbe essere.
Il debito che si era creato, era un debito contratto con un Istituzione di proprietà dello Stato stesso,
Banca d’Italia, una sorta di partita di giro, una mera scrittura contabile, insomma un piccolo falso debito.
Lo Stato esercitava così la sua sovranità monetaria , finanziandosi senza indebitarsi con nessuno.
Terzo passaggio
debito2nel 1992 con la legge 35/1992 viene privatizzata Banca d’Italia
Questa legge vede protagonista l’allora Ministro del Tesoro Guido Carli , guarda caso ex governatore Banca D’Italia.
Con la cessione a privati dei 3 principali gruppi bancari, Comit ,Credito Italiano e Banco di Roma che garantivano la maggioranza pubblica,  l’Istituto di palazzo Koch, diveniva privato (al 95%), in barba al vigente statuto che lo proibiva..
In questo periodo fra il 1981 ed il 1992, la rimozione dell’obbligo di acquistare i titoli per Banca D’Italia , aveva fatto si che per finanziare il deficit pubblico lo stato dovesse ricorrere al mercato, ovvero ai privati ,sottolineo che sul mercato primario dei titoli di stato, gli unici “acquirenti autorizzati”, sono primarie Banche commerciali ed Istituzioni finanziarie private, ne cito alcune;
IMI , Monte dei Paschi,Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch ecc ecc ,
Si nel mezzo c’è anche la famosa o forse sarebbe meglio dire famigerata Goldman Sachs e anche la Merryl Linch di Monti Junor.
In questo periodo il nostro debito pubblico era passato dai 142 miliardi a 850 miliardi.
Si è vero lo sviluppo ed il benessere della nostra società avevano continuato a crescere ma……..
Si c’è un ma grosso come un grattacielo , quel “piccolo falso debito” come lo avevamo chiamato prima si era trasformato, grazie alla privatizzazione di Banca d’Italia ed al passaggio obbligato al mercato privato per finanziare lo Stato, in un “grande vero debito”.
Insomma fra la possibilità di avere denaro a credito o denaro a debito hanno scelto la seconda opzione, anche voi fareste la stessa cosa vero ???
Torniamo ora su quel primo passaggio per capire cosa è la sovranità monetaria e perché è un diritto che appartiene agli Stati
Con la fine del sistema aureo  la banca che fino ad allora poteva dirti:
-“Il denaro che creo e che ti do, te lo presto, perché è un titolo di credito rappresentativo dell’oro che è mio !!! “
Dopo quel giorno non avrebbe potuto più dirlo.
Ma le banche hanno continuato a trattare il denaro creato come proprio e quindi a prestarlo.
Questo importante passaggio è stato distrattamente o volutamente (vedete voi) ignorato, politici, economisti tutti in silenzio !!!
Invece una domanda sarebbe dovuta sorgere spontanea:
A chi appartiene ora questo denaro ?
Per spiegarlo farò un semplice esempio;
se Mario Draghi stampasse denaro su un isola deserta cosa varrebbe quel denaro?
Ovviamente niente perché non ci potremmo acquistare nulla.
Se sull’isola arrivassero due produttori,che grazie al loro lavoro producono merci, quel denaro quasi magicamente acquisisce valore.
I produttori scambieranno le loro merci usando quel denaro, ma se togliamo di nuovo da questo circolo economico i due produttori e le loro merci , il denaro torna a valere nulla.
Oggi il valore del denaro nasce ed esiste solo in virtù della produzione di merci e servizi dunque apparterrebbe in modo ovvio ai produttori, ai cittadini, ai lavoratori, agli imprenditori, insomma allo Stato in tutte le sue componenti produttive in quanto , come visto con l’esempio, solo la produzione di beni e servizi ne genera il valore  e senza di essa non esisterebbe, per questo motivo palese il denaro deve essere accreditato a chi produce beni e servizi e non addebitato come avviene oggi, la banca dovrebbe solo ricevere un compenso tipografico.
Il denaro oggi non è più un valore, ma un mezzo per misurare il valore.
“Dire che non si costruisce un ospedale perché mancano i soldi è come dire non costruisco una strada perché mancano i chilometri”
Un paradosso assurdo !!!
Si è proprio così questa crisi è un paradosso assurdo dove chi è capace di creare ricchezza non lo fa non per mancanza di materie prime, ma per la mancanza dell’unità di misura  il denaro , ovvero un pezzo di carta o un click sul computer.
Ecco spiegata la truffa.
Lo stato ha ceduto la propria sovranità monetaria a delle istituzioni private, trasformando la capacità di produrre e quindi di creare vera ricchezza in un mostruoso controsenso, dove più produci ricchezza, più ti indebiti e più diventi povero.
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